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Nella memoria presentata alla Affari Sociali della Camera focus su Governance, politiche d’acquisto, politica industriale Ue e Digital Health

 

 

 

«Governance nazionale, politiche di acquisto, politica industriale europea e digital health sono i quattro pilastri su cui la politica deve concentrare le progettualità per l’utilizzo del Recovery Fund, al fine di garantire una reale e consapevole ripartenza non solo del comparto sanitario e farmaceutico, ma anche dell’intero Paese». Ad affermarlo è Enrique Häusermann, presidente di EGUALIA (già Assogenerici) riassumendo in contenuti della memoria presentata nell’ambito dell’esame della proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) all’esame della Commissioni Affari Sociali della Camera.

Queste le priorità individuate nel documento:

  • Governance nazionale. Il focus della proposta è una revisione programmatica dei tetti di spesa attraverso una scelta più razionale dei canali di distribuzione, la velocizzazione dei meccanismi di prezzo e rimborso, valorizzando il meccanismo concorrenziale di generici e biosimilari e reinvestendo nella farmaceutica le risorse che si liberano per garantire maggiore accesso. Indispensabile, a tal fine, puntare progressivamente sui modelli di gain sharing, potendo però contrare su una reale interoperabilità dei sistemi di analisi dei flussi finanziari con quelli prescrittivi. Con investimenti ridotti e mirati sarebbe possibile tracciare i risparmi generati da un uso appropriato delle risorse rispetto ai target non solo economici ma anche di trattamento clinico, grazie agli strumenti di monitoraggio della Salute, delle Regioni e dell’AIFA. Prioritario - anche alla luce dell’effetto drammatico della pandemia sull’accesso dei pazienti cronici ai percorsi diagnostico terapeutici - il potenziamento della rete della medicina territoriale e i legami con la rete delle farmacie aperte al pubblico, sviluppando anche tutte le attività in remoto connesse a diagnosi, prescrizione e dispensazione della terapia farmacologica.
  • Politiche di acquisto. Indispensabile rivedere i meccanismi di gara, specie le forniture ospedaliere, che attualmente rischiano di determinare la fuoriuscita di molte PMI, aprendo la strada a un dannoso “monopolismo di ritorno”. Due gli obiettivi in quest’ambito: traghettare il sistema di acquisto dal criterio del prezzo minimo a quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa attraverso gli strumenti di acquisto pubblici più adeguati a garantire la continuità delle forniture e adottare un metodo di definizione puntuale dei fabbisogni, con nuovi e più accurati strumenti di quantificazione, così come promuovere l’adozione progressiva di sistemi di gare multi – aggiudicatario. Il tutto assicurano la totale digitalizzazione dell’iter, per ridurre i costi e velocizzare le risposte.
  • Politica industriale e Reshoring. In armonia con il piano di politica industriale europeo in campo farmaceutico servono misure capaci di ridare maggiore autonomia e capacità di reazione all’industria del farmaco. È prioritario destinare una parte delle risorse previste nel PNRR a progetti di sviluppo industriale in grado di potenziare la produzione in Italia di farmaci e principi attivi farmaceutici. Il progetto industriale presentato al MISE e al Ministero della Salute attraverso il Cluster ALISEI prevede investimenti per 1.300 milioni di euro  – in parte finanziati dalle aziende - da realizzare in 3 anni, con avvio degli impegni nel 2021 e spesa effettiva entro 2024. Solo per le aziende associate ad EGUALIA gli investimenti diretti ammonterebbero a oltre 300 milioni di euro. Tra le ricadute non secondarie attese dal progetto il miglioramento degli standard ambientali e l’incremento dell’occupazione con nuove figure professionali  multidisciplinari.
  • Digital Health. Il capitolo degli investimenti in digitalizzazione dell’assistenza medica e promozione del fascicolo sanitario elettronico e della telemedicina deve essere arricchito prevedendo l’integrazione dei percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) attraverso soluzioni digitali. La Digital Health rappresenta inoltre l’ambito d’elezione per la valorizzazione delle Value Added Medicines, strumento prezioso di sistema per ottimizzare l’erogazione dei farmaci attraverso l’uso del digitale e delle tecnologie.

«La pandemia ha messo in luce l’importanza di avere modelli sanitari in grado di adattarsi velocemente alle crisi rispondendo prontamente ai nuovi bisogni di cura e ha dato il via ad una riflessione sul concetto di globalizzazione della produzione farmaceutica - conclude Häusermann -. In quest’ottica il PNRR rappresenta una grande un’occasione, ma anche una grande responsabilità: i fondi previsti devono essere utilizzati bene, attraverso un progetto chiaro e coraggioso, capace di sostenere e rilanciare tutti quei settori rivelatisi in questi mesi fondamentali per la tenuta sociale, economica e sanitaria e che necessitano oggi di un profondo ripensamento».

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