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Nonostante i risparmi documentati per il SSN e il cittadino i farmaci equivalenti faticano a farsi spazio sul mercato nazionale. L’Italia resta terz’ultima in Europa mentre siamo sopra la media UE per consumo e spesa sui biosimilari. I dati nel Rapporto OSMED 2024 presentato oggi a Roma.

 

 

Equivalenti  a crescita depotenziata, biosimilari in grande spolvero, consumi stabili e spesa in crescita per gli italiani che nel 2024 hanno assunto quasi due dosi di medicinali a testa, hanno speso di più per i medicinali senza ricetta (SOP e OTC) e non hanno rinunciato al farmaco di marca, specie al Sud, spendendo come in passato circa 1 miliardo di euro di tasca propria per coprire la differenza di prezzo tra medicinale a brevetto scaduto ed equivalente totalmente rimborsato dal servizio Sanitario Nazionale. Questi alcuni dei punti chiave del Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia (https://www.aifa.gov.it/-/l-uso-dei-farmaci-in-italia-rapporto-osmed-2024), realizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) presentato oggi a Roma, che fotografa e aggiorna la consueta  variabilità regionale, in termini di consumi, spesa, aderenza e appropriatezza.

«È fondamentale continuare a promuovere il consumo dei generici, in crescita costante ma ancora limitato, l’aderenza alle terapie, l’appropriatezza prescrittiva e l’uso ottimale delle risorse disponibili, per garantire l’innovazione e le migliori opportunità di cura ai pazienti nel rispetto della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale  – ha affermato il Presidente di AIFA, Robert Nisticò –. Per raggiungere questi obiettivi sono essenziali il dialogo e la collaborazione con le Regioni, con l’intento comune di utilizzare al meglio le risorse e assicurare una maggiore equità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale».

Di seguito, in sisntesi, i capitoli principali del Rapporto OSMED 2024.

Spesa in crescita: + 7% nel pubblico. Nel 2024 la spesa farmaceutica totale è stata pari a 37,2 miliardi di euro (+2,8% rispetto al 2023), di cui il 72% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La spesa farmaceutica pubblica si è attestata infatti sui 26,8 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2023 (+7,7%). La spesa territoriale pubblica (convenzionata + distribuzione diretta e per conto) è stata di 13 miliardi e 700 milioni (+ 5,1% rispetto al 2023); la spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è stata di circa 17,8 miliardi di euro, paria 301,8 euro pro capite (+ 10% rispetto al 2023) , a fronte di un aumento dei consumi (+4,7%) e del costo medio per giornate di terapia (+4,8%). La spesa affrontata dai cittadini (ticket, differenziale, acquisto privato di farmaci A e C)  ha raggiunto un valore di 10,2 miliardi di euro nel 2024.

Spesa in linea con la media UE 10 e i prezzi sono molto sotto. Interessante il  confronto con 9 Paesi europei (Germania, Belgio, Austria, Spagna, Francia, Svezia, Portogallo, Gran Bretagna e Polonia), contenuto nel Rapporto: la spesa farmaceutica totale italiana  con un valore di 672 euro pro capite risulterebbe ben al di sopra della media dei Paesi Ue (418 euro). Considerando però le diverse forme di pay-back vigenti in Italia e assenti negli altri tra Paesi la spesa pro capite dell’Italia scende a 627: al di sotto della spesa di Francia e Spagna e in linea con la spesa media dell’Ue a 10. Per quanto riguarda i listini, invece, se si considera il mercato complessivo, i prezzi medi europei sono superiori del 62,5% rispetto a quelli applicati in Italia. In Francia (‐10,6%), Polonia (‐30,4%) e Portogallo (‐37,6%) si registrano prezzi più bassi, ma sono Paesi nei quali c’è una disponibilità di prodotti anche molto inferiore rispetto a quelli accessibili in Italia.  

Consumi: 70,8% delle cure a carico del SSN. Nel 2024 in Italia ogni cittadino, inclusi i bambini, ha assunto circa 1,9 dosi di farmaco: il 70,8% è erogato a carico del SSN e il restante 29,2% è acquistato privatamente.  Tra i farmaci rimborsati dal SSN, i medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumi  e al secondo per spesa (3,7 miliardi di euro) dietro agli antitumorali e immunomodulatori (circa 8,2 miliardi di euro). Seguono i farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, i farmaci del sangue e organi emopoietici e i farmaci del sistema nervoso centrale.

Cure pediatriche: antinfettivi al top; crescono gli psicofarmaci. Nel corso del 2024, il 50,9% della popolazione pediatrica italiana - bambini e adolescenti - ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica. Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo in età pediatrica, seguiti dai farmaci dell’apparato respiratorio e dai preparati ormonali sistemici, esclusi quelli sessuali e insuline; per tutte le categorie si osserva un incremento dei consumi rispetto all’anno precedente. Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12‐17 anni, in linea con una generale tendenza all’aumento dei tassi di prescrizione di questi medicinali in tutti i Paesi del mondo, soprattutto in seguito alla pandemia di COVID‐19, ma con dati sensibilmente più bassi: rispetto ad altri Paesi. Nel 2024 la prescrizione di questi medicinali nella popolazione pediatrica italiana si attesta allo 0,57%, un dato sì raddoppiato rispetto al 2020 (0,30%), ma ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei (ad esempio la Francia con 1,61%) ed extra‐europei (USA 24,7%‐26,3%). 

Oltre 10 farmaci per un anziano su tre. Nella popolazione anziana la spesa media per utilizzatore ammonta a 570,2 euro (621,6 nei maschi e 529,5 nelle femmine), in lieve aumento rispetto al 2023 (+1,2%). Ben il 97,4% degli anziani ha ricevuto nel corso dell’anno almeno una prescrizione farmacologica. In media si arriva a oltre 3,4 dosi al giorno, gli uomini ne prendono più delle donne. Per entrambi i sessi, all’aumentare dell’età si assiste a un progressivo incremento del numero di principi attivi assunti. Il 68,1% degli over 65 ha ricevuto prescrizioni di almeno 5 diverse sostanze (politerapia) nel corso del 2024 e circa uno su tre (28,3%) ha assunto almeno 10 principi attivi diversi. Inoltre, dal Rapporto emerge che il 33,1% della popolazione anziana (3 su 10) assume almeno 5 differenti farmaci per almeno 6 mesi nel corso di un anno (politerapia cronica), con un andamento crescente all’aumentare dell’età: fra gli 85 e gli 89 anni si raggiunge il picco del 43,7%, quasi uno su due.

Antidiabetici: consumi orientati sui farmaci più recenti. Nel 2024 gli antidiabetici hanno registrato una spesa pubblica complessiva di 1 miliardo e 642 milioni di euro, con un aumento del 13,2% rispetto al 2023. Sono infatti aumentati sia i consumi (+4,3%) sia il costo medio per dose (+8,3%), con uno spostamento dei consumi verso categorie di farmaci di più recente introduzione in terapia, come gli analoghi del GLP-1, le gliflozine e le loro associazioni. La metformina, quando usata da sola, è ancora il farmaco più utilizzato nel trattamento del diabete (31,5% del totale).   

Antibiotici: lieve decrescita, anche al Sud (ma non basta). Resta ancora elevato il consumo di antibiotici in Italia, sebbene il 2024 abbia mostrato un lieve calo rispetto al 2023 (-1,3%). Quasi 4 persone su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico nel 2024, con una prevalenza d’uso più elevata nei bambini fino a 4 anni di età (45‐47%) e negli over 85 (54‐58%). Livelli più elevati nell’utilizzo di antibiotici si registrano ancora al Sud, dove il 43,6% della popolazione ne ha assunto almeno uno in corso d’anno, contro il 40,1% del Centro e il 30,6% del Nord. In generale, le Regioni del Sud e Isole, pur mostrando nel confronto con il 2023 una riduzione del consumo del 5,1%, presentano non solo una maggiore prevalenza d’uso e un maggiore consumo di antibiotici, ma anche un costo più elevato per singolo utilizzatore rispetto al Nord e al Centro.

Equivalenti: Italia terzultima in Europa. Ma siamo primi sui biosimilari. Gli equivalenti hanno rappresentato nel 2024 il 23,5% della spesa e il 31,6% dei consumi: l’Italia è al terz’ultimo posto in Europa, con una percentuale del 56% di equivalenti sul consumo territoriale. Tra il 2017 e il 2024 l’analisi condotta da AIFA su 10 principi attivi ha stimato un risparmio per il SSN di circa 5,3 miliardi di euro (1,2 miliardi di euro solo nel 2024) sulla spesa per i farmaci di classe A rimborsati dal SSN, a seguito dell’ingresso dei farmaci equivalenti nelle liste di trasparenza AIFA. I principi attivi che hanno generato i risparmi maggiori sono stati la rosuvastatina e l’associazione ezetimibe/simvastatina. Il differenziale di prezzo versato dai cittadini - stabile rispetto al 2023 - ammonta a circa 1 miliardo di euro il differenziale di prezzo versato dai cittadini, con una spesa pro capite che va da 22,4 euro al Sud e nelle Isole a 14,2 euro al Nord. Il Nord consuma la percentuale maggiore di generici (45,5%) rispetto al Centro (34,2%) e al Sud e Isole (25,3%). Al contrario, nelle Regioni del Sud e Isole prevale nettamente il consumo del farmaco ex originator (75% della quota a brevetto scaduto), che costa di più, facendo lievitare la spesa pro capite per i farmaci a brevetto scaduto nel complesso. Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia mostrano un minor ricorso agli equivalenti (19-22%), contrariamente alla Provincia Autonoma di Trento e alla Lombardia per le quali si registrano i valori più alti (45% e 44% rispettivamente). In controtendenza rispetto agli equivalenti, l’Italia è invece al primo posto nell’incidenza della spesa (59,8%) e del consumo (72,2%) di farmaci biosimilari rispetto alla media europea.

Spesa privata oltre i 10 miliardi. La spesa privata complessiva (comprensiva di compartecipazione, acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e SOP/OTC) è stata di 10,2 miliardi di euro nel 2024. Tra i farmaci di fascia A acquistati privatamente dai cittadini nel 2024 con una spesa di 1,6 miliardi di euro, colecalciferolo, amoxicillina/acido clavulanico e ibuprofene si collocano di nuovo ai primi tre posti. I medicinali dell’apparato gastrointestinale risultano comunque i più utilizzati tra le prime 20 categorie di farmaci di classe A acquistati privatamente (37,5% del totale).  La spesa per i farmaci di Classe C (interamente a carico del cittadino) nel 2024 ha superato i 7 miliardi di euro, con un lieve decremento dell’1,96% rispetto al 2023. Il 52% è relativo a farmaci con obbligo di prescrizione medica (3,7 miliardi di euro), e il restante 48% a farmaci di automedicazione (3,4 miliardi). I farmaci di classe C con ricetta registrano una riduzione della spesa pari al 4,9% rispetto al 2023, determinata da una riduzione della quantità (‐2,8%) e dei prezzi (‐1,1%). Le categorie di farmaci di classe C con ricetta maggiormente acquistati dai cittadini nel 2024 si confermano essere le benzodiazepine (ansiolitici, 371 milioni di euro), gli analgesici e gli antipiretici e i farmaci per la disfunzione erettile. Tra i farmaci di automedicazione, i primi principi attivi per spesa si confermano ibuprofene e diclofenac, che mostrano rispettivamente una leggera riduzione (‐0,6%) e un consistente aumento (+6,4%).

Terapie avanzate e farmaci per le malattie rare. Le terapie avanzate rimborsate in Italia nel 2024 sono state 12  per una spesa di 194,48 milioni:  circa l’1,2% sulla spesa per acquisti diretti, in aumento del 60,2% rispetto al 2023 a fronte di un raddoppio delle confezioni erogate rispetto al 2023 , per un totale di  1.016. Cresce nel 2024 anche la spesa per i farmaci orfani, comprensiva dell’acquisto da parte delle strutture sanitarie pubbliche e dell’erogazione in regime di assistenza convenzionata, con un incremento del 5,9% rispetto al 2023, attestandosi a 2,36 miliardi di euro, corrispondente all’8,3% della spesa farmaceutica a carico del SSN

Innovativi. Nel triennio 2022-2024, un totale di 46 farmaci ha beneficiato del requisito di innovatività piena per almeno un’indicazione terapeutica: oltre metà antineoplastici o orfani;  7 terapie avanzate. Nel 2024 la spesa per questi farmaci ha raggiunto 868 milioni di euro: il Fondo dedicato  ammontava a 1 miliardo e 300 milioni; la spesa ha fatto registrare un avanzo di 432 milioni di euro.

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Foto: AI generated Dee su Pixabay