Gli acquisti pubblici dei farmaci sono ormai uno snodo centrale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, la continuità terapeutica e la sicurezza delle forniture. È su questo scenario che si inserisce il secondo appuntamento dell’Osservatorio permanente di EGUALIA sul sistema dei farmaci accessibili, dedicato al ruolo delle centrali d’acquisto e alla nuova disciplina dell’accordo quadro per i farmaci fuori brevetto di sintesi chimica introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
L’incontro, dal titolo “Accordo quadro e procurement farmaceutico: nuove prospettive”, è andato in onda mercoledì 8 luglio alle 15 sui canali WeHealth di Homnya, con la moderazione di Luciano Fassari, direttore di Quotidiano Sanità.
Al centro del confronto, le implicazioni operative della nuova disciplina, le opportunità per gli acquisti pubblici e le sfide legate alla tenuta delle forniture. A discuterne sono stati rappresentanti delle istituzioni, delle centrali d’acquisto, del mondo associativo e degli esperti del settore: Marco Pianta, vicepresidente di Egualia; Massimo Garavaglia, presidente della 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato; Angela Adduce, Ispettore generale capo dell’I.GE.SPE.S. del Ministero dell’Economia e delle Finanze; Michele Uda, direttore generale di Egualia; Adriano Leli, presidente di FARE; Marco Pantera, direttore centrale acquisti di ARIA S.p.A. Lombardia; Antonietta Ferrara, responsabile Area Farmaci di ESTAR Toscana; Alessia Pasqualini, responsabile Gare Farmaci di Intercent-ER; e Francesco Chianese, coordinatore Area Farmaci di Soresa S.p.A. Campania.
Ad aprire i lavori è stata l’analisi di IHS – Information Hospital Service - sull’applicazione dell’accordo quadro alle gare dei farmaci di sintesi chimica. Lo studio ha esaminato diversi modelli di aggiudicazione, dal lotto unico alle procedure multi-aggiudicatarie, simulando gli effetti della nuova disciplina su specifici principi attivi, dosaggi e forme farmaceutiche.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dei lotti deserti e alle dinamiche che possono incidere sulla continuità delle forniture. Da questo punto di vista, l’accordo quadro è stato indicato come uno strumento potenzialmente utile per rafforzare la resilienza del sistema, ampliare la partecipazione alle gare e ridurre il rischio di carenze.
Dal confronto è emersa la necessità di ripensare il procurement farmaceutico secondo una logica più equilibrata, capace di tenere insieme sostenibilità della spesa, concorrenza, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti. Un obiettivo che richiede regole chiare, maggiore coordinamento tra centrali d’acquisto e istituzioni e una progettazione delle gare più attenta alle specificità regionali e ai reali fabbisogni del sistema.


