Il presidente Steffen Saltofte chiede alla Commissione europea di rivedere le norme sulla responsabilità estesa del produttore: “Una politica One Health non può sacrificare l’accesso ai medicinali essenziali per raggiungere gli obiettivi ambientali”.
La Commissione europea dovrebbe sospendere e riesaminare l’attuazione delle nuove norme sul trattamento delle acque reflue urbane, valutandone attentamente le conseguenze sull’accesso ai medicinali, sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e sulla produzione farmaceutica europea.
È la posizione espressa da Medicines for Europe e dal suo presidente Steffen Saltofte, intervenuto nel dibattito sulla Direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) e sul sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) previsto dalla normativa.
Secondo Saltofte, l’obiettivo di avere acque più pulite è pienamente condivisibile, ma deve essere perseguito sulla base di evidenze solide e secondo criteri di proporzionalità, tenendo conto delle possibili conseguenze sulla disponibilità dei medicinali.
Il tema riguarda in particolare i produttori di farmaci generici e biosimilari che, ricorda Medicines for Europe, forniscono circa il 70% dei medicinali dispensati in Europa e il 90% dei farmaci essenziali. Si tratta di prodotti che operano in sistemi di prezzi regolamentati e con margini contenuti, con possibilità molto limitate di assorbire nuovi e significativi costi.
Secondo l’associazione europea, l’introduzione degli oneri previsti dal sistema EPR potrebbe quindi rendere economicamente insostenibile la commercializzazione di alcuni medicinali essenziali a basso costo e ad alto volume, con il rischio di ritiri dal mercato e conseguenze sia per i pazienti sia per i bilanci sanitari.
Le preoccupazioni, sottolinea Saltofte, non arrivano soltanto dall’industria. Al Consiglio EPSCO di giugno, sedici ministri della Salute hanno espresso dubbi sui costi, sulla certezza giuridica e sull’impatto sulla disponibilità dei medicinali. Anche il Parlamento europeo ha chiesto una sospensione temporanea e una nuova valutazione delle evidenze.
Per Medicines for Europe esiste inoltre un problema di coerenza con le altre politiche dell’Unione. Mentre il Critical Medicines Act punta a prevenire le carenze, rafforzare la produzione europea e aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento, nuovi costi regolatori sui medicinali essenziali fuori brevetto rischiano, secondo l’associazione, di andare nella direzione opposta.
Da qui la richiesta alla Commissione di rivedere il sistema EPR e condurre una nuova valutazione d’impatto indipendente, considerando gli effetti sulla disponibilità e sull’accessibilità economica dei medicinali, sui bilanci sanitari e sulla competitività della produzione farmaceutica europea.
Per Saltofte la questione deve essere affrontata secondo una reale prospettiva One Health: acqua pulita e accesso ai medicinali essenziali sono entrambi beni pubblici e l’Europa non dovrebbe essere costretta a sacrificare l’uno per tutelare l’altro.
Medicines for Europe si è detta pronta a collaborare con le istituzioni europee per individuare un modello che consenta di raggiungere gli obiettivi ambientali salvaguardando, allo stesso tempo, l’accesso dei pazienti ai farmaci essenziali.
L'articolo di MFE su Euractive.


